
Ci sono dinamiche che percepiamo chiaramente… ma che spesso non sappiamo spiegare.
Una tensione. Una distanza. Un senso di apertura o di chiusura. La sensazione che “qualcosa stia succedendo”, anche quando nessuno lo sta dicendo.
Nel Social Presencing Theater (SPT) lavoriamo proprio lì: in quello spazio sottile tra ciò che è visibile e ciò che ancora non lo è.
Non attraverso l’analisi o la discussione, ma attraverso il corpo, il movimento e la presenza, in silenzio.
SPT è una pratica di embodiment sviluppata da Arawana Hayashi all’interno della Theory U di Otto Scharmer. Una pratica che si svolge prevalentemente in silenzio e che utilizza il corpo come organo percettivo per cogliere informazioni sul campo relazionale e sistemico.
Nel linguaggio dello SPT, “rendere visibile” non significa spiegare o interpretare. Significa portare attenzione a ciò che il corpo già percepisce, permettendo a ciò che era implicito di emergere gradualmente alla consapevolezza.
Molte volte il corpo sente prima della mente.
Sente quando una situazione è bloccata. Quando una relazione ha bisogno di spazio. Quando stiamo forzando qualcosa. Quando un nuovo movimento sta cercando di emergere.
Attraverso pratiche individuali, in coppia e di gruppo, esploreremo come il movimento, il ritmo, la distanza, la postura e la qualità della presenza possano aiutarci a leggere le dinamiche invisibili nei sistemi di cui facciamo parte.
Non si tratta di “fare bene”. Non si tratta di performance. Non serve avere esperienza teatrale o artistica.
Si tratta di imparare a:
ascoltare con il corpo; stare nel non sapere; percepire il campo relazionale; riconoscere schemi e blocchi; lasciare emergere movimenti più autentici e coerenti. L’intensivo alterna pratiche corporee, momenti di meditazione e brevi cornici teoriche legate alla Theory U, creando uno spazio esperienziale di esplorazione, ascolto e apprendimento condiviso.
Cosa può offrirti questa esperienza
Partecipare a questo intensivo significa allenare una qualità di presenza diversa: meno centrata sul controllo e più sull’ascolto profondo di sé, degli altri e del sistema di cui facciamo parte.
Attraverso le pratiche del Social Presencing Theater potrai:
sviluppare una maggiore sensibilità alle dinamiche relazionali e sistemiche; riconoscere segnali e tensioni che spesso restano invisibili nelle interazioni quotidiane; imparare ad ascoltare il corpo come fonte di informazione e orientamento; coltivare la capacità di stare nell’incertezza senza reagire immediatamente; distinguere tra azioni automatiche e movimenti autentici; percepire come piccoli cambiamenti nella presenza possano trasformare la qualità delle relazioni; sviluppare una leadership più incarnata, relazionale e coerente. Lo SPT non offre risposte preconfezionate. Allena piuttosto la capacità di percepire ciò che sta emergendo e di rispondere con maggiore chiarezza, sensibilità e presenza.
Per chi è questo intensivo
Questo intensivo è pensato per chi desidera sviluppare una presenza più consapevole nelle relazioni, nei gruppi e nei processi di cambiamento.
Per chi sente che, nelle interazioni quotidiane, esiste molto di più di ciò che viene detto a parole.
È particolarmente utile per:
facilitatori e facilitatrici; coach; consulenti; professionisti della relazione d’aiuto; insegnanti ed educatori; leader e persone che lavorano con gruppi e processi di cambiamento; chi pratica mindfulness, meditazione o percorsi di consapevolezza e desidera integrare maggiormente il corpo nella pratica. Non è necessario avere esperienza di teatro, danza o movimento.
Le pratiche del Social Presencing Theater sono accessibili a chiunque sia disposto a rallentare, ascoltare e sperimentare.
Più che “imparare una tecnica”, questo intensivo invita a coltivare una qualità di presenza: quella capacità sottile di sentire ciò che accade nel campo relazionale e lasciare emergere risposte meno automatiche e più autentiche.
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