Ci sono tanti cammini per imparare ad amare
Una riflessione su spiritualità, crescita personale e amore come scelta, a partire da Tutto sull'amore di bell hooks. E sul perché esiste Wanderer.

Oggi viviamo circondati da cose che chiedono la nostra attenzione: lavoro, messaggi, cose da fare, schermi, rumore. E in mezzo a tutto questo è facile rimandare sé stessi a dopo.
Io ho scoperto nella spiritualità un vero spazio per guardarmi e ascoltarmi. E sento che può valere per chiunque, a prescindere da come ognuno definisce la spiritualità o dal cammino che sceglie per la propria crescita personale e per lo sviluppo della propria coscienza.
Per me, se stai leggendo queste righe, qualcosa ti risuona. E sono sicura che anche tu sei su questo cammino complicatississississimo che è la scoperta di sé.
Un libro che ti resta dentro
Per farla breve… una parte di questo mio cammino spirituale, così tanto mio, è stata leggere una quantità indicibile di libri (psst… non con tutti entro in sintonia, a dire il vero, e onestamente non tutti li finisco). Ma ogni tanto arriva un'idea che ti resta dentro.
Di recente ho letto Tutto sull'amore di bell hooks: filosofa, pedagogista, femminista, una donna dalle mille sfaccettature che è stata una delle figure intellettuali più importanti nella lotta per la giustizia sociale e per un'educazione critica. È un saggio bellissimo che ti invita a mettere in discussione la tua definizione del tema (secondo il mio modesto parere) più importante per tutti noi: l'amore.
Quel concetto così astratto che ci vive in testa 24 ore su 24. Che cerchiamo, che diamo, che riceviamo e che, in un modo o nell'altro, tutti desideriamo vivere nel suo massimo splendore.
L'amore è una scelta (e un'azione)
In breve, il libro ti spiega in modo molto coerente e logico (lo so, una bella contraddizione con tutto quello che ho detto sulla spiritualità… lol) che l'amore è una scelta e un'azione. Lo so, rivoluzionario: tutti i film romantici con cui siamo cresciuti ce lo hanno dipinto come un sentimento passivo.
Nel libro, bell hooks riprende la definizione di M. Scott Peck, che nel suo celebre The Road Less Travelled descrive l'amore autentico come:
«La volontà di estendere il proprio sé allo scopo di nutrire la crescita spirituale propria e degli altri.»
Cosa c'entra tutto questo con Wanderer
E non ho potuto fare a meno di collegarlo a tutto quello che facciamo su Wanderer.
Perché se intendiamo l'amore come una scelta consapevole di prenderci cura della nostra crescita e di accompagnarla (e, cosa importantissima, di quella delle persone a cui vogliamo bene), allora scegliere esperienze che ci permettono di crescere, di entrare in contatto e di essere presenti può diventare anche un modo di amarci. Noi stessi, e tra di noi.
Ed è questo lo spazio che vogliamo creare su Wanderer.
Uno spazio dove gli operatori, con i loro strumenti, le loro conoscenze e il loro modo di intendere la crescita spirituale, possano incontrare persone pronte a percorrere il proprio cammino: i nostri amatissimi seeker.
I seeker possono essere persone che sanno esattamente dove stanno andando e vogliono solo una mano sulla spalla. Oppure persone che si sono trovate davanti una montagna, a piedi nudi. Non c'è niente di giusto o di sbagliato: solo situazioni diverse, e un'infinità di cammini e di persone diverse.
Non esiste un solo modo di percorrere il cammino
Proprio per questo vogliamo riunire operatori con prospettive, pratiche e cammini diversi. Perché ognuno risuona con cose diverse.
- Con alcune persone scatta subito qualcosa.
- Con alcune pratiche sentiamo qualcosa che non sappiamo spiegare.
- Altre, semplicemente, non fanno per noi… e che pace sapere che esistono così tante possibilità, ognuna unica.
È questo che vogliamo mostrare su Wanderer: tutti i modi unici di esplorare la crescita personale e spirituale. Ogni esperienza, ogni operatore e ogni community come un piccolo angolo sicuro per chi sta cercando qualcosa che abbia senso per sé.
Può essere una mattina di yoga, una camminata in montagna, una cerimonia del cacao, una sessione di breathwork, una conversazione che ti cambia prospettiva, un cerchio di sconosciuti che in poco tempo smettono di sembrarti estranei, o semplicemente un momento per stare in silenzio.
Quello che ti resta dopo
Dal mio punto di vista, la cosa importante non è sempre quello che succede durante l'esperienza, ma quello che ti resta dopo.
Quella piccola cosa che ti aiuta ad accettarti un po' di più. A capire che non sei l'unica persona a passarci. A sentirti accompagnato. E forse, e speriamo, a volerti bene anche solo un pochino di più.
Perché alla fine, questo mondo terreno parla anche di questo: imparare ad accettarci e ad amarci. E le esperienze olistiche possono rendere questo percorso più leggero.
Su Wanderer crediamo davvero che queste esperienze abbiano il potere di aprire qualcosa dentro di noi e di nutrire la nostra crescita spirituale e quella degli altri.
Ecco perché esiste Wanderer
Uno spazio per scoprire eventi olistici e spirituali che ti invitano a esplorare, a entrare in contatto e a crescere, e per incontrare persone che condividono la stessa curiosità di vivere in modo più consapevole.
Non si tratta di scappare dalla tua vita. Si tratta di fare spazio per viverla in un altro modo: a modo tuo.
Ti auguro che la vita continui a metterti sul cammino persone ed esperienze che nutrano la tua crescita, ti aiutino a tornare a te e ti ricordino che crescere è anche un modo di amar(ti).